Breviario: K
KEYLOGGER
Un keylogger è uno strumento (software o hardware) progettato per registrare ogni tasto premuto su una tastiera, spesso a insaputa dell’utente. Il termine deriva dall’inglese keystroke logger, cioè “registratore di battute di tastiera”. Questo tipo di tecnologia è utilizzata per intercettare e memorizzare tutto ciò che viene digitato, inclusi nomi utente, password, messaggi e altri dati sensibili.
I keylogger software sono programmi che operano in background nel sistema operativo e possono essere installati in modo occulto, talvolta come parte di un malware, con lo scopo di spiare le attività dell’utente. In alcuni casi, possono persino inviare le informazioni raccolte a un server remoto, consentendo a chi li ha installati di accedere da lontano ai dati digitati.
Esistono anche keylogger hardware, piccoli dispositivi fisici che si collegano tra la tastiera e il computer o si integrano direttamente nella tastiera stessa. Questi dispositivi sono spesso usati in attacchi mirati o in contesti in cui l’accesso fisico alla macchina è possibile.
Sebbene possano essere utilizzati in ambiti leciti, ad esempio per motivi di controllo parentale, per monitoraggio aziendale (previo consenso), o in test di sicurezza informatica, nella maggior parte dei casi i keylogger sono strumenti associati a scopi malevoli, come il furto di identità, lo spionaggio informatico o la violazione della privacy. Essi possono quindi risultare lesivi di diverse disposizioni del Codice penale in relazione, tra gli altri, ai reati di accesso abuso a sistema informatico, frode informatica o diffusione di programmi diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico.
Per questo motivo, il loro utilizzo solleva importanti questioni etiche e giuridiche, ed è fondamentale adottare misure di sicurezza per proteggersi da questo tipo di minacce.
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Contributo video a cura di: Giovanni Ciaramella