Breviario: D

DEEP WEB

Col termine deep web ci si riferisce a quella parte di Internet che non è indicizzata dai motori di ricerca tradizionali come Google, Bing o Yahoo, che invece è chiamata surface web. Ciò significa che i suoi contenuti non possono essere trovati utilizzando i normali strumenti di ricerca online. Questo non implica che il deep web sia di per sé illegale o pericoloso; esso, infatti, include una vasta gamma di contenuti legittimi: database accademici o governativi protetti; siti aziendali interni accessibili solo tramite credenziali; contenuti personali o privati, come e-mail, account bancari e archivi medici. Sin dalle origini, il web è stato pensato come una rete ipertestuale aperta e liberamente accessibile, che tuttavia non escludeva la possibilità di aree di circolazione ristretta o riservata di dati e informazioni.

Nel deep web è presente come sotto sezione il dark web, che è accessibile solo tramite software specifici (tra i più noti il Tor) e che può ospitare anche attività illegali, come mercati neri e traffici illeciti.

Nel dominio giuridico non si rintraccia una definizione univoca di deep web, ma il termine è utilizzato convenzionalmente nell’area diritto delle tecnologie informatiche per identificare la categoria dei contenuti web non sono visibili distinta dalla parte di Internet indicizzata dai motori di ricerca (cosiddetto surface web). Al deep web si applicano, laddove rilevanti, sia le norme sul trattamento dei dati personali sia quelle sulla sicurezza informatica.

Approfondimenti
Bailurkar, Goswami, The Deep Web, in International Journal of Scientific & Engineering Research, Volume 9, 3, 2018.
Gandon, For everything: Tim Berners-Lee, winner of the 2016 Turing award for having invented… the Web, 2017.